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Cos'é mai l'uomo privato della possibilità di comunicare con i suoi simili? Poca cosa. Se poi la distanza si pone come vincolo aggiuntivo, trovare una tecnica per superarla diventa necessario, anzi indispensabile. È questo bisogno che ha portato l'uomo a ricercare, già nel lontano passato, mezzi e metodologie per superare questo ostacolo. Sistemi sempre più raffinati e precisi si sono susseguiti, sfruttando di volta in volta, le nuove scoperte scientifiche.
Due grandi invenzioni, il telefono di Antonio Meucci e la radio di Guglielmo Marconi, avvenute entrambe verso la fine del 1800, hanno dato una svolta decisiva al concetto di comunicazione, aprendo, al nuovo secolo che si stava affacciando, prospettive di innovazione inaspettate.
Il ventenne Marconi, dopo il successo dei primi esperimenti realizzati nella villa di famiglia nei pressi di Bologna, si reca in Inghilterra dove continua gli studi al fine di perfezionare e rendere sempre più affidabile sulle grandi distanze la sua invenzione e fonda una società, nella quale si producono gli apparati di sua ideazione.
Diversamente da Antonio Meucci, che morì senza aver avuta riconosciuta la propria invenzione, Marconi ricevette, tra i tanti riconoscimenti tributatigli nel corso della sua vita, il premio Nobel per la fisica.
Negli anni della maturità, Marconi abbandona i laboratori realizzati in Inghilterra per affidare alla cura del mare, che tanto amava, la custodia della sua ingegno. Decide di adottare come proprio laboratorio e dimora preferenziale un panfilo, l'Elettra, dal quale avranno luogo la maggior parte degli esperimenti condotti nel campo delle microonde.
Fra la moltitudine di esperimenti e invenzioni che Marconi ha condotto e realizzato nel campo della radiotelegrafia, su tutti spicca innegabilmente la radio. Le distanze si accorciano, gli avvenimenti importanti si condividono. Nelle case di molti risuonano le voci di personaggi noti, le note di allegre melodie. Persino la chiesa, rigida e conservatrice vuol avvicinarsi ai fedeli diffondendo vie etere la parola di Dio.
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Il materiale fotografico e sonoro pubblicato è stato gentilmente concesso da: Fondazione e Museo Marconi Ministero delle Comunicazioni - Museo Storico Marconi Communications
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