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La convergenza

La tecnologia che permette a due elaboratori di comunicare tra loro attraverso una linea telefonica si concretizza già negli anni '50, ma le reti di computer, così come oggi le intendiamo, cominciano a essere pensate e sviluppate negli anni 60. Quarant'anni di storia quindi. Un periodo breve sul piano temporale, ma denso di cambiamenti repentini e di innovazioni tecnologiche importanti. La trasmissione di informazioni tra calcolatori costituisce, in effetti, un aspetto di un fenomeno più generale, di grande portata pratica e concettuale, ossia la progressiva convergenza e integrazione di informatica e telecomunicazioni. Questi due settori si erano sviluppati per lungo tempo indipendentemente l'uno dall'altro, su basi concettuali e tecnologiche del tutto diverse: analogiche nel caso delle telecomunicazioni, digitali nel caso dell'informatica. A partire dagli anni '70, sempre più le tecnologie proprie dell'informatica vengono mutuate dalle telecomunicazioni. Parallelamente, le risorse di elaborazione vengono distribuite e collegate tra loro con reti di comunicazione locali o geografiche. A queste tendenze si abbina in questo stesso periodo il rapido sviluppo del software, che rappresenta, accanto all'hardware, l'altra faccia dell'informatica. Dal linguaggio macchina dei primissimi calcolatori si passa, negli anni '60, ai linguaggi procedurali come Fortran, Cobol e Basic. In parallelo nascono i primi sistemi operativi proprietari, cui seguono quelli open, il cui capostipite è Unix (1969). In questo periodo cominciano, inoltre, a essere sviluppate soluzioni standard per i programmi applicativi.

 

 

Ha così origine in quegli anni una nuova industria, quella del software, oggi uno dei settori più importanti in termini economici e strategici. In sostanza, informatica e telecomunicazioni diventano due aspetti complementari e sinergici dell'uso dell'informazione. Nasce ciò che più tardi si sarebbe chiamato ICT, ossia Information and Communication Technology. Un concetto che si svilupperà via via su basi tecnologiche in continua evoluzione nelle sue diverse componenti: computer, software, reti telematiche. Anche l'Italia partecipa a questo orientamento generale, che trova la sue prime materializzazioni nelle connessioni di elaboratori via linea telefonica per effettuare operazioni in tempo reale.


Ne è un esempio l'esperienza pionieristica a livello mondiale del Credito Italiano dove, alla fine degli anni '60, viene realizzato un sistema che collegava le principali sedi italiane dell'istituto. Un altro esempio è il progetto Arco dell'Alitalia per la prenotazione dei posti, entrato in funzione nel 1968, che connetteva i centri di servizio italiani ed esteri della società. Va infine citato il Time Sharing, un sistema che consentiva agli utenti di accedere a un grande calcolatore, distante migliaia di chilometri, per utilizzarne in tempo reale la potenza di calcolo. Una tecnologia utilizzata ampiamente in quegli anni anche in Italia.


In questo contesto attenzione particolare meritano le esperienze in campo finanziario, bancario e della ricerca economica sviluppate dalla Banca d'Italia a partire dagli anni '60. In quegli anni, presso la Banca, i processi di automazione dei servizi di Tesoreria dello Stato, vigilanza sulle aziende di credito, contabilità, ricerche e studio, avevano raggiunto già un livello elevato di automazione, ma trovavano significativi limiti nei tempi di scambio dei dati tra il centro e la periferia.

 

 

Venne così avviato un progetto per la realizzazione di un sistema di trasmissione dei dati a distanza, quale soluzione adatta per il superamento di questi limiti. Il sistema, che divenne operativo nel 1971, rendeva possibile il collegamento di tutte le Filiali al Centro Elettronico; alle sedi periferiche poté essere decentrato lo svolgimento di alcuni compiti, valorizzando in tal modo la presenza della Banca su tutto il territorio nazionale.


Anche in questo caso la convergenza, informatica telecomunicazioni, dava un significativo contributo al miglioramento dell'efficienza, confermando il ruolo centrale della elaborazione elettronica dei dati. Un ruolo che, presso la Banca d'Italia, si è reso esplicito attraverso realizzazioni importanti come il primo modello econometrico, la centrale dei rischi, le procedure per la raccolta e l'elaborazione delle statistiche creditizie e finanziarie, le procedure del sistema dei pagamenti, tra le quali un ruolo di assoluto rilievo riveste il sistema BIREL, le procedure di Tesoreria per la gestione dei pagamenti e degli incassi pubblici. Tutte le più importanti procedure della banca operano in un ambiente ad alta affidabilità avviato sin dalla fine degli anni '80. Merita inoltre di essere ricordato il ruolo di promozione dell'automazione del sistema bancario svolto dalla Banca d'Italia a partire dalla seconda metà degli anni '60, con la istituzione di una Scuola di Automazione per Dirigenti Bancari e la costituzione di un'associazione tra banche: la Convenzione Interbancaria per i Problemi dell'Automazione, che ha permesso lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel sistema bancario italiano. La diffusione capillare all'utenza esterna delle informazioni prodotte dall'Istituto è realizzata attraverso il sito WEB.

 

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